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AmmodernAllarmi · il metodo

I 32 punti: cosa controlliamo sul tuo impianto — scritto prima di entrare in casa tua

AmmodernAllarmi, l'originale: la specializzazione creata da NC-Sicurezza, la prima azienda a specializzarsi nel recupero e nell'ammodernamento degli impianti di allarme, con criteri specifici e dichiarati. Questa pagina è quei criteri: i 32 punti che controlliamo, con la soglia di ciascuno, scritti qui prima di entrare in casa tua.

Chiunque può dire «facciamo una verifica accurata». La domanda vera è un'altra: accurata secondo quale metro? Se il metro non è scritto da nessuna parte, il giudizio sul tuo impianto è un'opinione — e un'opinione che finisce, guarda caso, in un preventivo.

Per questo il nostro metro è pubblico. Trentadue punti, otto famiglie, quattro esiti possibili per ciascuno. Li leggi prima, li vedi controllare mentre siamo lì, e alla fine ti lasciamo il Report dell'impianto con l'esito di ognuno — anche se non compri niente da noi.

La promessa è sempre la stessa, su tutto il sito: non promettiamo di recuperare tutto e non promettiamo un risparmio. Promettiamo di verificare cosa è possibile recuperare — e di dirtelo anche quando la risposta è «il tuo impianto va bene così».

I 32 punti in elenco

Prima l'elenco completo, come lo trovi sul Report dell'impianto. Più sotto, ogni punto con la sua soglia e da dove viene: tocca una famiglia per andare alla spiegazione.

FamigliaI punti
1 · Alimentazione1.1 Segnalazioni di alimentazione
1.2 Tipo e capacità della batteria
1.3 L'autonomia
1.4 Età e stato fisico della batteria
2 · Centrale2.1 Identificazione
2.2 Ricambi e supporto
2.3 Aggiornabilità
2.4 Spazio residuo
2.5 Storico degli eventi
3 · Cablaggi e infrastruttura3.1 Stato dei cavi
3.2 Corrugati e canalizzazioni
3.3 Giunzioni e derivazioni
3.4 Posa e separazione
4 · Sensori e periferiche4.1 Censimento
4.2 Prova funzionale
4.3 Falsi allarmi
4.4 Età, tecnologia e supervisione
5 · Comandi5.1 Tastiere
5.2 Telecomandi e lettori
5.3 Utenti e codici
5.4 Reperibilità dei radiocomandi
6 · Segnalazione6.1 Sirena esterna
6.2 Durata del suono
6.3 Sirena interna e udibilità
6.4 Posizionamento e deterrenza
7 · Comunicazione7.1 Canali e tecnologia di rete
7.2 Prova 1 — Arriva?
7.3 Prova 2 — Arriva se cade il canale principale?
7.4 Prova 3 — Te lo dice, quando non ci riesce?
8 · Documentazione e titolarità8.1 Dichiarazione di conformità e registro degli interventi
8.2 Titolarità e accessi
8.3 Storia dell'impianto

I quattro esiti: cosa può capitare a ogni punto

EsitoCosa vuol dire
RecuperabileSi tiene così com'è
Con riservaSi tiene, ma ti scriviamo il rischio che resta e quanto ci aspettiamo che duri
Da sostituireNon si tiene — e accanto trovi scritto il perché, in una riga
Da rimuovereNon si sostituisce nemmeno: non serve più

Nessuna casella resta vuota: 32 punti, 32 esiti. Dove un punto non si applica al tuo impianto lo scriviamo, con il motivo.

Da dove viene ogni soglia — e perché te lo diciamo

Alcuni valori vengono da una norma tecnica o dal foglio dati del costruttore: non sono opinabili e chiunque può controllarli. Altri sono soglie nostre — scelte che abbiamo preso noi, per esperienza, e che nessuna legge ci impone. Quando è così lo scriviamo: «soglia nostra».

Non è un dettaglio da tecnici. Una soglia dichiarata come propria, e motivata, si può discutere — e quindi vale. Una soglia spacciata per obbligo di legge quando non lo è, il giorno che qualcuno controlla, fa cadere tutto il resto. Su trentadue punti, sedici hanno una soglia esterna e sedici sono nostre.

Le tre prove: il cuore di tutto

Tre punti dei trentadue contano più degli altri ventinove messi insieme, e sono l'unica parte che non si può raccontare: si guarda. Le facciamo alla fine della visita, con te presente e con il tuo consenso, perché generano un allarme vero.

Prova 1 — «Arriva?»

Provochiamo un allarme reale, in condizioni controllate, e verifichiamo che la segnalazione arrivi a tutti i destinatari che l'impianto dichiara: chiamata, SMS, notifica sull'app, eventuale vigilanza. E cronometriamo.

Non guardiamo il display della centrale: guardiamo il tuo telefono. Un impianto che scrive «trasmissione ok» sul proprio schermo e non fa squillare niente è esattamente il caso per cui questa prova esiste.

Prova 2 — «Arriva anche se cade il canale principale?»

Disattiviamo il canale primario — la linea, l'internet o la SIM, a seconda di com'è fatto il tuo impianto — e rifacciamo la prova. Se esiste un secondo canale, deve entrare. Se non esiste, ora lo sai.

Prova 3 — «Te lo dice, quando non ci riesce?»

Lasciamo il canale disattivato e verifichiamo che l'impianto generi e comunichi l'anomalia: che avvisi qualcuno del fatto che non riesce più ad avvisare.

È la prova più importante delle tre, ed è quella che quasi nessun impianto datato supera. Un impianto che smette di comunicare senza dirlo continua a inserirsi, a suonare in casa e a sembrare vivo — mentre da mesi non chiama più nessuno. Il proprietario lo scopre il giorno del furto.

I 32 punti, uno per uno

1 · Alimentazione — quattro punti

  • 1.1 Segnalazioni di alimentazione. Leggiamo sulla centrale e nello storico degli eventi se ci sono segnalazioni di mancanza rete, guasto dell'alimentatore o batteria bassa. Soglia nostra: una segnalazione presente o ripetuta rende il punto «con riserva» finché non se ne trova la causa.
  • 1.2 Tipo e capacità della batteria. Guardiamo marca, tipo e capacità della batteria montata e le confrontiamo con quelle indicate dal costruttore della centrale per quell'impianto. Una batteria del tipo sbagliato o più piccola del previsto è da sostituire, anche se è nuova.
  • 1.3 L'autonomia. La norma europea chiede che l'impianto di un'abitazione regga almeno 12 ore senza corrente, e quelle ore stanno tutte nella batteria. Non le misuriamo scaricando la batteria: verifichiamo che la batteria sia quella prevista (punto 1.2) e che non abbia superato l'età di sostituzione (punto 1.4). Se manca una delle due condizioni, l'autonomia dichiarata non è più garantita e lo scriviamo sul Report.
  • 1.4 Età e stato fisico della batteria. Guardiamo quanti anni ha la batteria (data di produzione e di installazione) e la controlliamo a vista. Soglia nostra: la sostituiamo ogni due anni. Anche la migliore batteria sul mercato, la Yuasa, è dichiarata dal costruttore per circa quattro anni: ma a batteria fresca e alla temperatura ideale di 25 °C. Nella realtà da sei mesi a un anno se ne vanno tra produzione, distribuzione, magazzino e installazione, prima ancora che la batteria entri in servizio; altri sei mesi-un anno se ne vanno con il caldo, perché la vita di queste batterie si dimezza ogni 8-10 gradi sopra i 25. Dei quattro anni a banco ne restano circa due. Il perché è spiegato nel Libro delle Batterie che consegniamo con i documenti.

2 · Centrale — cinque punti

  • 2.1 Identificazione. Marca, modello, versione del firmware, anno. È il motivo per cui ti chiediamo una foto della centrale già prima di venire: senza questo, gli altri quattro punti non hanno senso.
  • 2.2 Ricambi e supporto. I ricambi originali si trovano ancora dal canale ufficiale? Il produttore risponde ancora? Soglia nostra: ricambi non più reperibili significa «da sostituire», da solo, senza bisogno di altro. Un impianto che non si può più riparare non è un impianto: è un conto alla rovescia. È lo stesso criterio con cui scegliamo cosa installare — il sedicesimo dei nostri criteri di selezione dei produttori, applicato all'impianto che hai già.
  • 2.3 Aggiornabilità. Il firmware della centrale si può ancora aggiornare, e il produttore rilascia ancora aggiornamenti. È un vincolo di sicurezza: un difetto scoperto dopo l'installazione si corregge solo con un aggiornamento, e una centrale che non si aggiorna più quel difetto se lo tiene per sempre — tanto più se è collegata a internet o a un'app. Soglia nostra: se il firmware non si può più aggiornare, o il produttore non rilascia più aggiornamenti, la centrale è «con riserva»; se ha un difetto di sicurezza noto e senza correzione, è da sostituire.
  • 2.4 Spazio residuo. Quante zone libere restano, e se l'impianto può crescere. È un vincolo di valutazione: non dice se l'impianto è sicuro oggi, dice se domani si può ampliare senza cambiare la centrale. Soglia nostra: lo spazio deve bastare a tutto quello che il progetto prevede, più una zona di margine. Se per aggiungere due sensori serve già un'espansione, e l'espansione non è più a catalogo, la centrale è da sostituire.
  • 2.5 Storico degli eventi. È una funzione centrale, e su un impianto datato è spesso la più debole: molte centrali di qualche anno fa registrano poco e male — un generico «allarme» senza dire quale sensore, nessuna traccia di guasti o di chiamate non partite, pochi eventi che si sovrascrivono, data e ora che si azzerano quando manca la corrente. Lo consultiamo e lo confrontiamo con quello che troviamo sull'impianto. Soglia nostra: per ogni evento lo storico deve dire cosa è successo, dove (quale zona o sensore), chi (quale utente o comando) e quando, con data e ora affidabili, e deve registrare anche guasti, manomissioni e comunicazioni fallite. Se dice solo una parte di queste cose, è «con riserva»; se manca o non si può consultare, lo scriviamo sul Report, perché senza storico i falsi allarmi (punto 4.3) si possono solo raccontare e non contare. Uno storico completo è una delle cose concrete che l'ammodernamento ti restituisce.

3 · Cablaggi e infrastruttura — quattro punti

È la famiglia che vale più soldi di tutte: i cavi sono la parte più costosa da rifare e quella che quasi sempre si salva. Qui si decide se l'intervento costa un terzo o tre volte tanto.

  • 3.1 Stato dei cavi. Tipo, sezione, continuità, isolamento, resistenza di linea entro i limiti dichiarati dal costruttore della centrale, stato delle guaine e dei morsetti.
  • 3.2 Corrugati e canalizzazioni. Soglia nostra: verifichiamo che i cavi si sfilino davvero, almeno sui percorsi principali. Se in un corrugato il cavo non passa più, lo diciamo al cliente: in caso di problemi su quel tratto non sarà possibile intervenire, e questo può cambiare tutto il progetto.
  • 3.3 Giunzioni e derivazioni. Soglia nostra: una giunzione che non si può ispezionare è «con riserva» per definizione, perché non si può né controllare né riparare senza aprire un muro. Più d'una sullo stesso ramo, e il ramo è da rifare.
  • 3.4 Posa e separazione. Qui la soglia non è nostra: la fissa la norma sugli impianti elettrici, la CEI 64-8. I cavi dell'allarme sono circuiti a bassissima tensione («categoria 0») e non possono stare nello stesso tubo o canale dei cavi della corrente di casa (230 V, «categoria I»), a meno che siano isolati per la tensione più alta presente, oppure separati da un setto o posati in condutture distinte. Verifichiamo questo tratto per tratto, insieme alle terminazioni in centrale e all'identificazione dei conduttori. Una posa promiscua fuori da queste condizioni non è conforme, e quel tratto è da rifare — oltre a essere una fonte permanente di disturbi, e quindi di falsi allarmi. Per gli impianti antintrusione il riferimento specifico è la norma CEI 79-3, quinta edizione, in vigore dal 1° gennaio 2025.

4 · Sensori e periferiche — quattro punti

  • 4.1 Censimento. Quanti sono, di che tipo, su quale zona, dove stanno. Su un impianto di quindici anni capita regolarmente che i sensori in centrale non corrispondano a quelli sui muri: zone escluse e mai riattivate, sensori scollegati e mai tolti.
  • 4.2 Prova funzionale. Zona per zona, una alla volta, con verifica sul dispositivo e in centrale. Qui non c'è niente da interpretare: funziona o non funziona.
  • 4.3 Falsi allarmi. Li contiamo sullo storico, non sui racconti. Soglia nostra: più di tre attivazioni non giustificate in trenta giorni sulla stessa zona e quel dispositivo è da sostituire, salvo una causa esterna identificata e rimovibile. È la stessa misura che usiamo nella nostra garanzia: la stessa per promettere e per constatare.
  • 4.4 Età, tecnologia e supervisione. Soglia nostra, e qui diciamo una cosa che quasi nessuno dice: non esiste una vita utile obbligatoria dei sensori antintrusione. Nessun costruttore la dichiara e nessuna norma antintrusione la prevede — il «ciclo di dodici anni» che gira nel settore viene dalla normativa sulla rivelazione incendio, che è un'altra cosa. Per le batterie dei sensori radio vale invece la durata dichiarata dal costruttore di quel modello: va da tre a sette anni a seconda del dispositivo, e la confrontiamo con la data di installazione. Negli impianti che proponiamo con AmmodernAllarmi la domanda «quanto durerà la batteria?» non serve più: i sensori sono supervisionati e comunicano alla centrale lo stato della propria batteria, così la carica è sempre conosciuta e aggiornata, e quando si abbassa è l'impianto ad avvisarti, prima che il sensore smetta di funzionare.

5 · Comandi — quattro punti

  • 5.1 Tastiere. Tutti i tasti, leggibilità del display, retroilluminazione, integrità, protezione contro l'apertura.
  • 5.2 Telecomandi e lettori. Soglia nostra: un comando radio a codice fisso è da sostituire. Nessuna norma lo vieta — la norma europea fissa il numero minimo di combinazioni, non la tecnologia — ma un codice che non cambia mai è replicabile con apparecchiature ormai comuni, e questa scelta la facciamo noi. Lo verifichiamo sul foglio dati del costruttore.
  • 5.3 Utenti e codici. Quanti utenti, con quali livelli, se si capisce chi ha fatto cosa. E una regola che non tocchiamo mai: non ti chiediamo il tuo codice di inserimento. Né a voce, né per iscritto, né per fare le prove. Lo digiti tu.
  • 5.4 Reperibilità dei radiocomandi. Capita spesso che la centrale funzioni ancora ma i telecomandi non si trovino più. Un impianto senza un telecomando sostituibile diventa inutilizzabile molto prima di rompersi.

6 · Segnalazione — quattro punti

  • 6.1 Sirena esterna. Funzionamento, batteria propria, protezione contro apertura e strappo, stato del contenitore. Soglia nostra: anche la batteria della sirena si sostituisce ogni due anni, contata a parte da quella della centrale — perché vive una vita diversa e si esaurisce in tempi diversi.
  • 6.2 Durata del suono. La norma europea chiede che la sirena suoni almeno 90 secondi e non più di 15 minuti. Poi contano i regolamenti acustici del tuo Comune, che variano da comune a comune. Capita di trovare sirene impostate a mezz'ora, o che suonano finché qualcuno non le spegne: molti impianti datati non gestiscono questo limite, perché la centrale o la sirena non permettono di fissare la durata. Se basta correggere l'impostazione, la correggiamo. Se l'impianto non la può gestire, non è a norma: il punto è «da sostituire», e lo si mette a norma ammodernando l'impianto.
  • 6.3 Sirena interna e udibilità. Soglia nostra, e dichiaratamente qualitativa: verifichiamo che si senta davvero dove deve sentirsi, e lo scriviamo. Non pubblichiamo valori in decibel perché i numeri che girano attribuiti alle norme non sono verificabili: sono dichiarazioni di produttori.
  • 6.4 Posizionamento e deterrenza. Dove sono, se si vedono da fuori, se si raggiungono — e quindi si neutralizzano — e se hanno ancora senso rispetto a com'è cambiata la casa.

7 · Comunicazione — quattro punti (qui ci sono le tre prove)

È la famiglia che decide. Su un impianto datato, nove volte su dieci il problema vero si scopre qui.

  • 7.1 Canali e tecnologia di rete. Quali canali ci sono e su quale rete viaggiano. Un combinatore su vecchia linea telefonica o solo 3G è da sostituire: il 3G in Italia è spento — Vodafone ha completato la dismissione entro il 28 febbraio 2021, TIM il 15 ottobre 2022 — e un combinatore solo-3G non comunica più, senza dirlo. Il 2G oggi funziona: lo segniamo «con riserva» perché i diritti d'uso di quelle frequenze scadono a fine 2029. Regola nostra: non usiamo lo spegnimento del 2G come argomento di urgenza. Non c'è una data, e non ci serve spaventarti: ci serve che tu lo sappia e lo metta in conto.
  • 7.2 Prova 1 — Arriva? Descritta qui sopra.
  • 7.3 Prova 2 — Arriva se cade il canale principale? Soglia nostra: per noi il doppio canale è obbligatorio quando l'impianto protegge una casa abitualmente lasciata vuota, un'attività, o è collegato a una vigilanza. Sul resto è fortemente raccomandato — e se scegli di non averlo, lo scriviamo sul Report.
  • 7.4 Prova 3 — Te lo dice, quando non ci riesce? La norma europea chiede che i guasti presenti da più di dieci secondi vengano elaborati, a tutti i livelli di impianto. Sui tempi esatti di rilevazione dei dispositivi radio i costruttori pubblicano numeri fra loro discordanti: non ne pubblichiamo uno, verifichiamo il comportamento del tuo impianto e scriviamo quello.

8 · Documentazione e titolarità — tre punti

  • 8.1 Dichiarazione di conformità e registro degli interventi. Verifichiamo se ci sono. E qui la manutenzione non è un nostro consiglio: la norma per gli impianti antintrusione, la CEI 79-3, prevede una manutenzione periodica programmata, annuale, con ogni intervento e ogni verifica annotati, datati e firmati nel registro degli interventi, che resta a te. Non è una legge che fissa una scadenza come il libretto della caldaia: è una norma tecnica vigente, che dà attuazione all'obbligo del decreto sugli impianti (DM 37/2008) di conservare le caratteristiche di sicurezza dell'impianto. E ha conseguenze concrete: senza manutenzione, l'impresa che ha installato l'impianto non risponde più delle sue prestazioni e la garanzia sull'impianto decade. Se il registro manca, o è fermo da anni, lo scriviamo sul Report.
  • 8.2 Titolarità e accessi. Soglia nostra, ed è la più rigida di tutte: per mettere le mani su un impianto ci servono tre cose insieme — che tu sia titolare dell'immobile o ne abbia la disponibilità documentabile, che dichiari per iscritto di poterci far intervenire, e che tu sia presente. Senza tutte e tre non si procede. E non chiediamo mai il codice utente: dove serve ripristinare un accesso, si fa con la procedura ufficiale del costruttore, con te davanti.
  • 8.3 Storia dell'impianto. Chi l'ha installato e quando, chi l'ha seguito, se si trova ancora. Quasi sempre è il punto che spiega tutto quello che gli altri trentuno hanno trovato.

A cosa servono i 32 punti: scegliere fra quattro strade, e poterlo spiegare

I punti non servono a fare un elenco. Servono a scegliere una delle quattro strade possibili — e a poterti dire perché non le altre tre.

StradaQuando la indichiamo
ManutenzioneNessun punto «da sostituire», le tre prove tutte superate, e l'impianto fa già quello che ti serve
AmmodernamentoCentrale e cablaggi reggono, ma qualcosa non va nella comunicazione — o mancano funzioni che ti servono
RevampingLa centrale è arrivata alla fine, ma cavi e sensori in prevalenza si salvano
SostituzioneI cablaggi non si recuperano, oppure recuperare costa quanto rifare, oppure l'impianto non è più adatto all'immobile

Si legge in quest'ordine, dall'alto: si sceglie la prima strada che non è esclusa, non l'ultima che è possibile.

E la regola che viene prima di tutte e quattro: se bastava una riparazione, te lo diciamo. Un cliente consigliato bene oggi è un cliente che torna domani.

Il Report dell'impianto: cosa ti resta in mano

La visita dura circa quaranta minuti, è gratuita e non impegna a nulla. Finisce con un foglio firmato che ti consegniamo e che leggiamo insieme: i 32 punti con l'esito di ciascuno, l'esito delle tre prove, cosa si recupera, cosa va sostituito e perché, la strada indicata e perché non le altre tre.

Il Report è tuo in ogni caso. Anche se decidi di non fare niente. Anche se decidi di farlo fare a un altro. Resta a casa tua con il nostro nome sopra: è il modo più semplice che conosciamo per dirti che il lavoro l'abbiamo fatto per te e non per il preventivo.

Cosa il Report non copre — scritto anche sul foglio

  • È una verifica funzionale e documentale fatta a vista e con le prove descritte in questa pagina: non è un collaudo di laboratorio né una perizia giurata.
  • Non sostituisce la Dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/2008.
  • Fotografa l'impianto nel giorno della visita: un guasto che va e viene può non farsi vedere in quaranta minuti, e questo lo scriviamo.
  • Non comprende opere murarie: quello che è chiuso dentro un muro resta dichiarato come non ispezionato, con l'elenco dei punti.
  • L'autonomia non viene misurata scaricando la batteria: si valuta dal tipo, dalla capacità e dall'età della batteria.
  • Se l'impianto è collegato a una centrale di vigilanza, il Report riguarda l'impianto — non il contratto di vigilanza né i tempi di intervento dell'istituto.

Un metodo che non dichiara i propri limiti non è un metodo: è una promessa.

Vuoi sapere come sta il tuo impianto?

Bastano marca, modello e una foto della centrale per iniziare. Poi veniamo, controlliamo i 32 punti e ti lasciamo il Report dell'impianto: gratuito, circa quaranta minuti, e resta tuo in ogni caso.

I riferimenti normativi citati in questa pagina hanno scopo informativo e non costituiscono consulenza tecnica o legale sul singolo caso. Le soglie indicate come «nostre» sono scelte operative di NCS di Matteo Nevesti, dichiarate come tali e non imposte da alcuna norma. Le informazioni di questa pagina hanno carattere indicativo e non costituiscono offerta contrattuale: la proposta viene formulata dopo il sopralluogo (il tuo Report dell'impianto). I marchi eventualmente citati appartengono ai rispettivi proprietari.

Sul primato. Verifica di mercato del 2 ottobre 2026 sulle aziende italiane del settore: nessun'altra risulta specializzata nell'ammodernamento degli impianti di allarme e pubblica i criteri con cui decide cosa si recupera e cosa si sostituisce. I nostri criteri sono i 32 punti di questa pagina, pubblicati il 2 ottobre 2026 e aggiornati il 3 ottobre 2026 (il punto «aggiornabilità e spazio residuo» è stato diviso in due e il punto «schema e documentazione» è stato tolto). La verifica si ripete ogni sei mesi.