Vai al contenuto
NC-SICUREZZAMonza Brianza · Bergamo · Lecco

Assistenza

Batteria dell'allarme scarica o segnalazione sulla centrale?

Rispondi a poche domande: capisci cosa significa quello che stai vedendo, e nel frattempo prepariamo la richiesta con quello che serve al tecnico.

Passo 1

I dati servono solo a rispondere alla tua richiesta. Non scrivere qui codici, PIN o password dell'impianto: non ci servono e non vanno mai inviati per iscritto. Informativa privacy.


Assistenza e sostituzione della batteria dell'impianto di allarme

La batteria non fa funzionare l'allarme. Lo tiene acceso quando manca la corrente. È una differenza che sembra sottile e non lo è: a impianto alimentato tutto il lavoro lo fa l'alimentatore, e un impianto con una batteria completamente esaurita può sembrare perfettamente funzionante per mesi. Poi salta la corrente — per un temporale, per un guasto di quartiere, o perché qualcuno ha deciso che saltasse — e in quel momento si scopre se l'autonomia c'era davvero.

Batteria da 12 V 7 Ah di un impianto di allarme

La centrale legge la tensione, non la capacità

Ed è per questo che la segnalazione arriva quasi sempre tardi.

La tensione a vuoto è l'ultima cosa a cedere. Quello che si esaurisce prima è la capacità: quanta energia la batteria riesce ancora a erogare in un blackout. Sono due grandezze diverse e non si deducono l'una dall'altra: per questo non si aspetta la segnalazione, si sostituisce a due anni.

Per questo non aspettiamo la segnalazione: la batteria si sostituisce ogni due anni, prima che la capacità persa diventi un problema.

Fai controllare la batteria
Centrale di un impianto di allarme installata a parete

Cambiare la batteria, da solo, non basta

Una batteria che dura pochi mesi quasi mai è difettosa.

Le cause ricorrenti sono tre: un alimentatore che non ricarica come previsto dal costruttore, un assorbimento più alto di quello per cui l'impianto era stato dimensionato — succede dopo che negli anni si sono aggiunti dispositivi — oppure un collegamento ossidato che aumenta la resistenza di contatto.

Sostituire la batteria senza verificare ricarica e assorbimento significa rifare lo stesso intervento poco dopo. E pagarlo due volte.

Raccontaci com'è messo l'impianto
Sirena da esterno di un impianto di allarme

Le batterie che quasi tutti dimenticano

Nella centrale non c'è l'unica batteria dell'impianto.

La sirena esterna ha la sua, e quando si esaurisce la sirena smette di suonare anche se l'impianto funziona. I dispositivi via radio hanno le loro. Su un impianto di qualche anno sono le prime a essere fuori uso, e nessuno se ne accorge.

Nel controllo le guardiamo tutte, non solo quella che ha fatto accendere il triangolino.

Organizza il controllo

Cosa verifichiamo quando veniamo

  • Che la batteria sia quella prevista per tipo e capacità e quanti anni ha: oltre i due va sostituita.
  • Il funzionamento dell'alimentatore e il suo comportamento nel tempo.
  • L'assorbimento complessivo, per capire se l'autonomia di progetto è ancora quella.
  • Le altre batterie: sirena esterna, dispositivi radio, moduli di comunicazione. Sono quelle che vengono dimenticate più spesso.
  • La memoria eventi della centrale, che spesso racconta da quanto tempo il problema esiste.

Il ritiro della batteria esausta è a nostro carico: è un rifiuto che non va nell'indifferenziata e non va lasciato in garage.

Perché non conviene cambiarla da soli

Cominciamo da una cosa che su altri siti si legge scritta male: sostituire una batteria tampone con una di pari caratteristiche non è vietato dalla legge. È manutenzione ordinaria. Chi ti dice il contrario o non lo sa, o conta sul fatto che tu non vada a verificare.

La legge non fissa nemmeno una scadenza: non c'è scritto ogni quanto sostituirla. Il consiglio lo diamo noi — dai dati che raccogliamo e analizziamo sugli impianti che seguiamo: ogni due anni.

Detto questo, ecco cosa succede davvero quando la si cambia da soli.

Cosa può succedere concretamente

  • L'impianto va in allarme mentre lo apri. Il contenitore della centrale ha un contatto antiapertura: se non è stato messo in manutenzione dalla tastiera, la sirena parte. Con i vicini, e a volte con l'istituto di vigilanza.
  • La centrale perde la configurazione dell'ora e degli eventi se resta senza alimentazione più a lungo del previsto, e su alcuni modelli datati questo comporta una riprogrammazione.
  • La batteria nuova non viene «vista» perché il fusibile di protezione è già interrotto, e il problema resta esattamente dov'era.

La parte elettrica, detta correttamente

Una batteria da 12 V non espone di per sé a rischio di folgorazione. Il punto è un altro: in cortocircuito eroga correnti molto elevate, sufficienti a fondere un attrezzo metallico e a innescare un principio d'incendio; e nello stesso contenitore convivono le parti in bassissima tensione e la parte alimentata dalla rete. È lì che si sbaglia, non sulla batteria.

La batteria vecchia è un rifiuto pericoloso

Le batterie al piombo non si buttano con i rifiuti domestici: vanno conferite negli appositi canali. Quando interveniamo noi, la portiamo via noi.

E se il problema è la sirena?

La sirena esterna ha quasi sempre una batteria propria, e quando si esaurisce la centrale lo segnala in modi che assomigliano molto a un guasto della sirena stessa. Prima di cambiarla vale la pena capire se serve davvero.

Cosa va saputo prima di sostituirla

Non è una scatola che suona: è una periferica collegata alla centrale, configurata, supervisionata, con un contatto antiapertura e in molti casi una comunicazione dedicata. Per sostituirla servono il modello, il tipo di alimentazione, i collegamenti, la gestione dell'antimanomissione e la programmazione sulla centrale. Una sirena nuova collegata senza essere acquisita dalla centrale genera un guasto permanente.

Perché spesso non serve sostituirla

Nella maggior parte dei casi che vediamo la sirena non è rotta: è esaurita la sua batteria interna, si è interrotta la supervisione, oppure è entrata acqua da un pressacavo montato male. Sono tre interventi molto diversi e nessuno dei tre richiede una sirena nuova.

Domande frequenti

Quanto dura la batteria di un impianto di allarme?

Il costruttore delle batterie migliori sul mercato, Yuasa, dichiara circa quattro anni a 25 °C con una batteria appena prodotta. Nella realtà si perdono dai sei ai dodici mesi fra produzione, distribuzione e installazione, e altrettanti per il caldo dentro il contenitore metallico in garage o nel sottoscala. Restano circa due anni reali. Per questo la regola che seguiamo è la sostituzione ogni due anni su centrale e sirena, senza aspettare la segnalazione: con batterie di qualità inferiore il ragionamento vale ancora di più.

La centrale segnala «batteria bassa» ma l'allarme funziona. Posso aspettare?

Funziona perché c'è la corrente. La segnalazione dice esattamente che, se la corrente venisse a mancare, non sai per quanto continuerebbe a funzionare. Non è un'emergenza da mezz'ora, ma non è nemmeno una cosa da rimandare a dopo l'estate.

Posso comprare la batteria online e montarla io?

Puoi: è manutenzione ordinaria. Le due cose da sapere sono che la batteria va scelta con le stesse caratteristiche (tensione, capacità, tipo, dimensioni e tipo di faston) e che il problema, se si ripresenta, quasi sempre non era la batteria. Se la monti da solo, metti prima l'impianto in manutenzione dalla tastiera.

Intervenite anche su impianti installati da altri?

Sì, ed è la situazione più comune. Molti impianti che seguiamo sono stati installati da aziende che oggi non sono più raggiungibili. Se l'installatore originale è ancora attivo e segue l'impianto, ce lo dici e valutiamo insieme cosa conviene fare per non sovrapporci.

Servono i codici installatore?

Per una sostituzione di batteria di solito no. Per alcune operazioni di programmazione sì, e in quel caso lo valutiamo insieme prima di intervenire. In ogni caso i codici non vanno mai scritti in un modulo né inviati in chat: ci basta sapere se esistono.

In quali zone intervenite?

Siamo a Vimercate e lavoriamo in Monza e Brianza, Bergamo e Lecco. Se sei appena fuori zona diccelo lo stesso: capita di poter organizzare l'intervento insieme ad altri nella stessa giornata.


Già che siamo qui: il tuo impianto quanti anni ha?

Non è una domanda commerciale, è la domanda che ci facciamo davvero ogni volta che apriamo una centrale. Un impianto può funzionare benissimo e allo stesso tempo non fare più alcune cose che oggi si danno per scontate. Sono quattro, e sono quelle che contano:

  • Avvisare per due strade invece che per una. Se la linea di casa cade, l'impianto passa alla SIM da solo — e soprattutto ti dice quando una delle due non funziona più. Gli impianti datati, quando smettono di comunicare, lo fanno in silenzio.
  • Farsi gestire da dove sei. Vedere dal telefono se è inserito mentre sei in autostrada, escludere una zona, far entrare qualcuno per un'ora senza dargli il tuo codice per sempre, sapere il giorno dopo a che ora è successo cosa.
  • Essere più difficile da mettere a tacere. Comandi e sensori radio cifrati e bidirezionali, con codice che cambia a ogni trasmissione, e ogni dispositivo supervisionato: se uno smette di rispondere, diventa una segnalazione.
  • Farti arrabbiare di meno. Rivelatori che incrociano più tecnologie prima di far scattare tutto, versioni pensate per chi ha animali, e la protezione perimetrale che ti lascia vivere in casa con l'allarme inserito.

E quasi mai serve rifare tutto. Su un impianto filare fatto bene — e da queste parti ce ne sono tantissimi — cavi e spesso sensori restano dove sono: si interviene su centrale, comandi e comunicazioni. A volte basta ancora meno. Non promettiamo di recuperare tutto e non promettiamo un risparmio: promettiamo di verificare cosa è possibile recuperare, e di dirti anche quando la risposta è «va bene così».

Il confronto completo: cosa fa un impianto di oggi che il tuo, forse, non fa — con le sette domande per capire da solo a che punto sei.

Cambio batterie a prezzo di listino

Se sai già che è ora di cambiarle: batteria della centrale 55 € + IVA · batteria della sirena 40 € + IVA — batterie Yuasa (se non disponibili, FIAMM), smaltimento della vecchia in omaggio. Uscita e manodopera si contano a parte: nel percorso qui sopra puoi già prenotare l'intervento, e il conto completo voce per voce, IVA inclusa, è nella scheda del cambio batterie.

Non vuoi più usare l'impianto?

C'è anche la strada opposta: la disattivazione in sicurezza — entro 24 ore, smaltimento batterie incluso, con uscita e manodopera contate separate. L'impianto resta pronto per essere riattivato più avanti o ammodernato. La scheda della disattivazione.