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Doppio canale di comunicazione: cos'è e come si verifica che sia davvero attivo
«Doppio canale» è una di quelle espressioni che compaiono in fondo ai preventivi e che quasi nessuno si fa spiegare. Vale la pena, perché è la voce che più spesso spiega la differenza di prezzo fra due impianti che sembrano uguali — e perché in tanti impianti risulta scritta sul contratto ma non attiva sul campo.
Cosa vuol dire, in una riga
L'impianto ha due strade indipendenti per mandare fuori un segnale — tipicamente la connessione internet dell'edificio e una SIM propria — e quando la prima non risponde usa la seconda, da solo, senza che nessuno debba fare niente.
Indipendenti: la parola che fa tutto il lavoro
Due canali che dipendono dalla stessa cosa non sono due canali. Qualche esempio di finto doppio canale che capita di trovare:
- App e email che passano entrambe dal router. Sono due destinatari diversi, ma una sola strada: se salta la linea, saltano tutti e due.
- SIM dati e SIM voce dello stesso operatore, nella stessa cella. Se manca la copertura, manca per entrambe.
- Comunicatore di riserva installato ma mai attivato. Capita spesso: il modulo c'è, la SIM non è mai stata inserita o è stata disattivata per morosità o inattività dopo qualche anno.
- Secondo canale alimentato dalla presa del router. Se la casa resta senza corrente, il router si spegne e con lui il "secondo" canale: restano in piedi solo i dispositivi con batteria propria.
La parte che quasi nessuno configura: la supervisione
Avere due strade serve poco se non sai quando la prima è caduta. La supervisione della linea è la funzione con cui la centrale controlla a intervalli regolari che il canale sia vivo, e ti avvisa quando non lo è più.
Senza supervisione, uno scenario tipico è questo: sei mesi fa il router è stato sostituito e nessuno ha rimesso a posto la configurazione dell'allarme. L'impianto continua a inserirsi, a disinserirsi, a suonare in casa — sembra perfetto. Semplicemente, da sei mesi, fuori non esce più niente. Lo si scopre il giorno sbagliato.
Regola pratica: un impianto che comunica bene ti manda qualche avviso "noioso" ogni tanto (linea caduta, corrente assente, batteria da controllare). Un impianto che non ti scrive mai non è necessariamente un impianto sano.
Le tre prove da fare (si fanno in dieci minuti)
Sono prove che chiediamo sempre di fare insieme al cliente, al collaudo e poi a ogni manutenzione. Vanno fatte con l'impianto in una condizione controllata, avvisando prima chi riceve i segnali — che sia tu o l'istituto di vigilanza — per non generare interventi inutili.
- Prova del canale principale. Si stacca la connessione internet e si verifica che entro pochi minuti arrivi l'avviso di linea assente, e che un allarme di prova esca comunque, dal secondo canale.
- Prova del canale di riserva. Si verifica che la SIM abbia rete, traffico attivo e scadenza lontana. Una SIM prepagata dimenticata è la causa più banale e più frequente di secondo canale morto.
- Prova della mancanza di corrente. Si toglie l'alimentazione di rete e si controlla che arrivi l'avviso, che l'impianto resti in funzione a batteria e che il canale di riserva continui a funzionare anche senza router.
La terza prova è quella che boccia più impianti, ed è anche quella che nessuno fa mai da solo.
Serve sempre?
No, e non lo diciamo per modestia. In un appartamento al terzo piano, abitato tutti i giorni, con la sirena interna che si sente da fuori, il singolo canale ben configurato e supervisionato può bastare. Il secondo canale diventa importante quando l'avviso è l'unica cosa che hai: seconde case, immobili non presidiati, capannoni, negozi chiusi la notte, case isolate.
Quello che non ha senso è pagarlo senza sapere se c'è, o averlo sul contratto e non sul campo.
Facciamo le tre prove sul tuo impianto. Anche se non l'abbiamo installato noi. Non ha costo e non impegna.
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